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ANCE REGGIO CALABRIA: SCONFORTO E DELUSIONE PER LE MANCATE RISPOSTE ALLA CRISI INFINITA DEL SETTORE EDILE
Venerdì 03 Marzo 2017 12:05

Ance Reggio Calabria esprime sconforto e delusione per il sostanziale disinteresse che i responsabili politici e le autorità pubbliche del territorio continuano a dimostrare verso la gravissima crisi del settore edile e dell’economia della Città metropolitana.

Nonostante i noti dati economici di settore ci mostrino da molto tempo un continuum che testimonia il vero e proprio tracollo dell’economia provinciale, dobbiamo constatare la sostanziale ineffettività dell’azione pubblica di rilancio dell’economia del territorio pure cavalcata dai responsabili di governo con reiterati annunci di opere milionarie in grado di garantirne prospettive di crescita e di sviluppo.

Un sostanziale nulla di fatto, in particolare a Reggio Calabria, dove l’edilizia dal 2008 a oggi ha visto dimezzarsi il numero di addetti, con migliaia di operai senza una prospettiva di lavoro e dove non si rilevano peraltro né comportamenti fattivi che facciano almeno sperare in un’inversione di tendenza né tantomeno la benché minima presa di coscienza della gravità della situazione da parte delle autorità preposte.

Il bilancio impietoso è che finora molto tempo è stato impiegato in roboanti annunci e pochissime opere sono state avviate. Né i pur autorevoli interventi di rappresentanti di governo, né l’impulso delle autorità locali sono riusciti a sbloccare l’impasse economica in cui versa il territorio reggino da lunghi e terribili anni, facendo intravedere nemmeno una via d’uscita che anzi sembra sempre più difficile solo immaginare.

Nulla è realmente partito a fronte delle ingenti risorse programmate del Patto per la Città metropolitana e relativamente alla rimodulazione del Decreto Reggio.

Ma cosa ancor più grave è che, a fronte di una situazione drammatica che imporrebbe un fronte comune per la coesione sociale, continuiamo ad assistere increduli alla sostanziale indifferenza verso gli appelli e allarmi che la classe produttiva a più riprese e su più fronti continua a manifestare.

In questo contesto, di fronte alla paradossale situazione che vede le ingenti risorse per lo sviluppo rimanere lettera morta, non crediamo che chi ha un ruolo politico possa permettersi di cedere la propria responsabilità ad una non ben definita burocrazia o a predecessori ormai antichi.

Di fronte alla criticità della situazione economica reggina nessuno può accampare scuse.

Occorre con consapevolezza agire immediatamente esercitando il potere delegato dai cittadini per risolvere i problemi.

L’etica della responsabilità insieme con quella dei pur indispensabili buoni principi per dirla con Max Weber.

Se non si riesce, per capacità, per volontà o per altre valide ragioni, occorre avere almeno il buon senso di saper coinvolgere gli operatori sul campo, coloro che fanno realmente economia, oppure di lasciare il passo ad altri più sensibili e concreti.

Se l’attore pubblico, nelle sue diverse articolazioni ed emanazioni, rimane chiuso nella sicurezza della propria torre d’avorio, pensando che la crisi economica non lo riguardi direttamente, sbaglia profondamente, poiché è dall’economia imprenditoriale che esso trae le stesse risorse della propria sussistenza.

Chi ha responsabilità pubbliche non può abdicare al proprio dovere di ascoltare i cittadini ed i lavoratori. L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e non sulle chiacchiere, ed “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Questo lo ricordiamo anche a coloro che, a fronte di un posto di lavoro pagato dai contribuenti e sostanzialmente sicuro come quello pubblico, si permettono il lusso di non assumere le proprie responsabilità mostrando i limiti e l’inadeguatezza di una classe burocratica che, in taluni casi, non dimostra neppure una particolare predisposizione al sacrificio e al lavoro, oltre alla mancanza, spesso riscontrata, di professionalità specifiche.

Senza fare generalizzazioni, comprendiamo che per alcuni dipendenti pubblici il fattore tempo non costituisca un problema, ma per le aziende ridotte sul lastrico e soprattutto per le famiglie dei lavoratori, il tempo invece è un elemento decisivo.

Le più recenti analisi economiche del settore edile ci dicono che la caduta dei livelli occupazionali e dei volumi economici registrati, da ultimo nel secondo semestre 2016, siano imputabili direttamente al crollo dei lavori pubblici.

Per questo vorremmo sapere a che punto siamo arrivati e cosa manca per la ripresa dei lavori del nuovo Tribunale, dei relativi parcheggi, del rifacimento del manto stradale cittadino e dell’elenco infinito di opere annunciate e rimaste solo – e forse neanche – sulla carta. Perché nulla si è ancora mosso? Cosa è avvenuto dall’annuncio della volontà politica ad ora? Gli uffici cosa fanno? E ancora, quali provvedimenti l’Amministrazione comunale intende assumere per far fronte alle gravissime lacune, di cui l’Ente sembra avere piena contezza, per far fronte alla mancanza di un nucleo di professionisti che si occupi della progettazione delle opere?

A tutto questo va aggiunta la sottoscrizione del protocollo con Prefettura, Anac e Procura della Repubblica che, soddisfacendo la fondamentale esigenza di procedure trasparenti e legali, ovviamente rende più lunghi i tempi e dunque indispensabile una maggiore efficienza degli uffici chiamati a istruire i procedimenti.

Ance Reggio Calabria ritiene di aver operato in tutti questi mesi con senso di responsabilità, disponibilità nei confronti dell’attuale governo cittadino e metropolitano, come in generale nei riguardi di tutte le autorità istituzionali, anche con un’ampia quanto giusta “apertura di credito” dal punto di vista istituzionale e proposte concrete che crediamo anche lungimiranti perché fondate sull’effettiva conoscenza dell’ambiente economico.

Ora, però, dinanzi all’aggravarsi della situazione e alla carenza di risposte concrete, come anche di ascolto, dobbiamo prendere atto che non si può andare avanti in questo modo.

Occorrono interventi immediati, che richiediamo pubblicamente, perché l’ingente mole di finanziamenti destinata a cambiare il volto della Città Metropolitana, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e democrazia economica, non resti sulla carta ma si traduca in progetti e dunque in cantieri.

L’economia cittadina sta morendo ogni giorno di più ed è paradossale che ciò avvenga in una realtà a cui sarebbero destinate così tante risorse finanziarie. Vorremmo poter continuare a credere nello Stato, perché come diceva Piero Calamandrei, lo Stato siamo noi. Ma oggi assistiamo alla messa in scena di uno Stato distante, sempre più Leviatano e sempre meno luogo di partecipazione collettiva e solidale. Uno stato avvolto in se stesso, che non prova finanche ad ascoltare le grida di un popolo affamato di lavoro e di dignità.

 

 
Calabria: Qualità del patrimonio edilizio residenziale, Permesso di costruire e Fascicolo del fabbricato
Martedì 21 Febbraio 2017 16:41

 

Sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria n. 125 del 27 dicembre 2016 sono state pubbicate due leggi regionali. La legge regionale n. 43 del 21 dicembre 2016 che con l’articolo 19 disciplina il potere sostitutivo della Regione in ordine al rilascio del permesso di costruire ai sensi dell'articolo 21 del D.P.R. 380/2001prevedendo che esso sia esercitato dalla Giunta regionale mediante la nomina, previa diffida agli enti inadempienti, di un commissario ad acta, individuato tra il personale del dipartimento competente in materia di urbanistica, con oneri a carico degli enti predetti mentre con l’articolo 20 introduce il fascicolo del fabbricato. Al fine di censire gli interventi di trasformazione edilizia sul territorio e lo stato degli edifici, si prevede infatti che la Regione predisponga un sistema informativo denominato "fascicolo del fabbricato", le cui modalità di gestione saranno definite con apposito regolamento.

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