| Corte dei Conti: fare di più con l'uscita dalla recessione |
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| Martedì 24 Maggio 2011 10:40 |
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MILANO - Perdite per 160 miliardi di euro.
Tanto ci sarà costata al 2013 la Grande Recessione secondo la Corte dei Conti che nel Rapporto 2011 per il Coordinamento della finanza pubblica indica «una perdita permanente di Prodotto, calcolata a fine 2010 in 140 miliardi e prevista crescere a 160 miliardi nel 2013». L'Italia, dicono poi i giudici contabili, dovrà ridurre il debito pubblico di circa 46 miliardi ogni anno per raggiungere gli obiettivi indicati dall'Unione europea. SERVONO SFORZI MAGGIORI - «La fine della recessione economica - secondo la magistratura contabile - non comporta il ritorno a una gestione ordinaria del bilancio pubblico, richiedendosi piuttosto sforzi anche maggiori di quelli finora accettati». «Tanto più - ha spiegato la - che va tenuto conto delle implicazioni dell'inasprimento dei vincoli europei e in particolare della nuova regola, assistita da apposita sanzione di tipo praticamente automatico, secondo la quale i paesi che registrano un rapporto tra debito pubblico e prodotto superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto fra il dato effettivo e questo valore-soglia di un ventesimo all'anno (del 3% all'anno, pari oggi a circa 46 miliardi nel caso dell'Italia)». (Fonte Corriere della Sera)
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